TURCHIA 2012 0

Se la coscienza adesso serve come giustificazione per gli arresti ingiusti che si fanno in questo paese, la gravità del punto in cui siamo si fa sentire ancora una volta in modo pressante. Se la menzogna viene spacciata per verità,

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Due morti a Diyarbakir: uccisi dalla polizia ? 0

Due persone sono morte a Diyarbakir, nel quartiere Kayapinar, questa mattina, 31 dicembre. A quanto si apprende, alle 5 di questa mattina una casa è stata perquisita dalla polizia. Ma questo è l’unico punto su cui tutti concordano. Da quel

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EGIN DEZAGUN BIDEA (COSTRUIAMO IL CAMMINO) 0

Tutto quello che circonda le e i prigionieri politici, i loro famigliari, i loro amici e le loro amiche è più che mai presente nel nostro Paese. La presenza, degna e costante, di questo entourage avvicina agli occhi della società basca la realtà delle e dei prigionieri politici baschi. Prigionieri e prigioniere politiche che si trovano dispersi nelle prigioni dello Stato spagnolo e francese. Con la lampada tra le mani e il fazzoletto al collo, ci hanno reso consapevoli che le violazioni subite dai loro cari sono una tappa da superare. Ci hanno aperti gli occhi, alle stesso modo in cui le Madri e Nonne di Plaza de Mayo fecero in Argentina, ci hanno illuminato e mostrato il cammino. Ora il nostro popolo è pronto a intraprendere la sua strada. Aprendo una nuova fase nella quale i famigliari, gli amici e le amiche delle e dei prigionieri politici non cammineranno da soli e sole. Tra tutti e tutte, costruiamo il cammino.

1. LA POLITICA PENITENZIARIA DEVE SITUARSI NEL CONTESTO DEL PROCESSO DI RISOLUZIONE

L’eccezionale politica penitenziaria applicata alle e ai prigionieri politici baschi risponde a criteri repressivi e di utilità. Un esempio di ciò è la politica di dispersione applicata da più di 20 anni, così come le situazioni d’eccezione che si sono moltiplicate durante l’ultima decada. Mantenere in carcere chi ha compiuto la sua condanna, non liberare le e i prigionieri politici gravemente malati, la scomparsa della libertà condizionata o l’applicazione a stento della libertà provvisionale, l’isolamento o il ricatto costante. Offrendo benefici in cambio di pentimento e nel caso in cui ci si nega, essere punito con misure assolutamente crudeli: isolamento, solitudine, allontanamento, trasferimenti assolutamente arbitrari, attacchi, percosse…

Le misure per rafforzare questa politica d’eccezione si sono via via moltiplicate.

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Kurds in Turkey: arrests and violence threaten to radicalise a generation 0

Constanze Letsch reports on the Turkish crackdown on the country’s Kurds and the cultural oppression that goes with itConstanze Letsch in Diyarbakir Children enjoy a motorbike ride in Diyarbakir, a mainly Kurdish city in south-eastern Turkey where a courtroom has been

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Today is the day of mourning 0

Today funerals of the 35 civilians murdered by Turkish warplanes are taking place Today is the day of the funerals. The 35 civilians slaughtered by Turkish warplanes are going to be buried today. Thousands continue to pay their tribute to

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Entrevista a Tanja Nijmeijer, guerrillera de las FARC 0

“Yo oí las últimas palabras del Mono Jojoy” Jorge Enrique Botero Confidencialcolombia.com El año entrante la holandesa Tanja Nijmeijer cumplirá una década en las Farc y en febrero tendrá 34 años de edad. Ha escapado siete veces de la muerte,

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Entrevista a Orhan Pamuk 0

En busca de la felicidad verdadera Juan Pablo Bertazza Página 12 Orhan Pamuk es –junto con Vargas Llosa– el Nobel de Literatura cuyo nombre está más ligado a la política: es odiado en su país por hablar del genocidio armenio

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IL KURDISTAN SEPPELLISCE I SUOI MORTI 0

Talkingpeace. Le 35 vittime del massacro compiuto dagli F-16 turchi nei pressi del villaggio kurdo di Roboski avevano quasi tutti meno di 40 anni. Diciotto erano ragazzini tra i 12 e i 18 anni. Ieri il Kurdistan si è fermato

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Otro «accidente» antidemocrático de Turquía – GARA 0

      El BDP kurdo calificó el ataque aéreo del Ejército turco, que provocó la muerte de 35 civiles, de crimen contra la Humanidad, mientras que Ankara, que en un primer momento negaba la muerte de civiles y posteriormente

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LIBERTAD DE EXPRESIÓN Iñaki Egaña 0

  Hace un mes acepté, sin oponer demasiada resistencia, la oferta que me hacía entonces un diario kurdo. Me pedían un artículo quincenal en el que, grosso modo, contara el proceso político vasco, los acontecimientos que vertiginosamente se van sucediendo

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