UCCISO MENTRE MANIFESTAVA PER LA PACE CONSIGLIRE BDP

Il Consigliere di Van ferito da una bomba lacrimogena oggi alla manifestazione per la pace indetta dalle mamme per la pace e dagli scudi umani è morto nel tardo pomeriggio.

Yid?rim Ayhan, del BDP (Partito della Pace e della Democrazia), era un membro del Consiglio Provinciale a Van.
E’ morto oggi, dopo che era stato colpito da una bomba lacrimogena lanciata dai militari turchi.
Ayhan, assieme a centinaia di altri, stava dimostrando per la pace.
Aveva raggiunto la protesta degli Scudi Umani a Çukurca, in provincia di Hakkari.
L’esercito aveva attaccato la folla in modo crudele.
La foto del Consigliere Ayhan, ferito, disteso a terra, dice tutto. Essa esprime la brutalità della guerra. Ma essa esprime anche la brutalità di coloro che non vogliono ascoltare il grido per la pace.
I soldati che hanno lanciato le bombe lacrimogene contro i manifestanti per la pace sono colpevoli di aver ucciso il Consigliere Ayhan.
Essi hanno scelto deliberatamente di rispondere con la violenza alla disarmata richiesta di pace della popolazione. Ma anche quelli che comandano sono colpevoli, in quanto ritengono che ci sia un modo discriminatorio di parlare della violenza.
Quelli che comandano sono i generali dell’esercito ed il governo.
Il governo AKP del primo ministro Recep Tayyip Erdogan è colpevole dell’uccisione di un uomo, un rappresentante del popolo democraticamente eletto, che aveva osato chiedere la pace.
Quanta violenza occorrerà ancora prima che la comunità internazionale alzi la propria voce? Ma la vera domanda è, lo farà?

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LUCIO UTURBIA.MURATORE DELL’ANARCHIA (VIDEO)

Gara  Muratore pensionato. Da bambino perse tutto il rispetto per l’autorità. La sua vita è un susseguirsi di contrabbando, rapine, militanza clandestina, rifugio a perseguitati e falsificazione di denaro e di documenti per aiutare cause rivoluzionarie. Pianificò affondare gli Stati Uniti. Organizzò una truffa miliardaria ad una delle principali banche del mondo. Era ricercato da polizie di diversi paesi ed ha conosciuto il carcere. E’ anarchico. Rivendica la responsabilità delle persone. Si definisce ricco, lo definiscono irriducibile.

 

Nella foto: Lucio Iturbia (a sinistra) con lo scrittore Iñaki Egaña

Testo di Fermin Munarriz

 Lei ha 79 anni per nelle sue conferenze le sale sono piene di giovani

Si, perché le idee che porto sono necessarie e alla gente piace quanto dico. E’ facile cambiare il governo, però sappiamo disgraziatamente dove ci porta. La soluzione non viene dai governi, verrà dai noi stessi, se saremo responsabili, senza credere ne in chiese, in partiti o in governi…

Ci troviamo in una grave crisi: cresce la disoccupazione, il capitalismo diventa sempre più selvaggio, però la classe operaia sembra che contempli la situazione…Cosa sta succedendo?

Abbiamo molti più mezzi di una volta, abbiamo anche più libertà però dobbiamo insistere su questa idea necessaria che è la responsabilità. Per me, è perdere il rispetto a ciò che si deve perdere. Bisogna perdere il rispetto a questi capoccia imbecilli che quanto più hanno più vogliono, che non sanno fare altro che accumulare mezzi economici ma che poi non sanno utilizzarli.

Per quale ragione un giovane di oggi dovrebbe impegnarsi in una lotta contro il sistema?

Perché è necessario. La vita non è solo pane. L’essere umano è ciò che è per quello che fa. E la gente giovane deve sapere che non si tratta solo di lavorare, si tratta anche di vivere, di condividere, di creare.

Com’era lei da bambino?

Da bambino ero un rivoltoso e mi davano multe da cinque pesetas. Mia madre non poteva pagarla ed allora mi portavano castigato a piantare alberi o in carcere a Tudela. Questa fu la mia fortuna perché non dovetti fare nessun sforzo per perdere il rispetto a tutto quanto era stabilito. Per questo noi poveri abbiamo una ricchezza se sappiamo utilizzarla. Abbiamo il diritto di perdere il rispetto a questa società idiota. E non sono contro la ricchezza e l’intelligenza, sono contro il mal ultilizzo.

Fin dall’adolescenza ha conosciuto celle, caserme, carceri. Ricorda quante volte è stato arrestato o detenuto?

Mah, quando ero giovincello ho fatto….il carcere di Cascante, che era un fienile, quello di Tudela, che già era un carcere di professionisti, quello di Bera de Bidasoa e quello di Pamplona. Poi in Francia, sono stato anche qui in altre quattro o cinque carceri, però per me questo è stata un ricchezza. Se io dovessi iniziare nuovamente la mia vita rifarei le stesse cose.

Come fu il primo contattato con l’anarchismo

Il mio primo contattato fu in Francia, quando ci arrivai come disertore. Però già allora avevo avuto una piccola esperienza: A Valcarlos io avevo lavorato nel contrabbando. Ed io dico che tutti i contrabbandieri erano anarchici perché era gente che aveva perduto il rispetto all’autorità: la Guardia Civil ci vigilava per anche noi li vigilavamo per poter contrabbandare….

Ed a Parigi iniziò la vita militante nell’anarchismo..

All’inizio facevamo espropri (assalti a banche a mano armata) perché non c’era altro rimedio. Noi non abbiamo avuto ne ministri, ne deputati, ne industriali che ci abbiano aiutato. Noi anarchici facevamo gli espropri come potevamo, però io non considero un eroe quello che prende un mitra, come facevo io, incoscientemente. Puntavi il mitra ad un impiegato di una banca perché ti desse il denaro, d’accordo, però per me non era eroismo, è che non si poteva a fare in altro modo. Quando scoprimmo che potevamo fare altre cose attraverso le falsificazioni, tirai un sospiro perché io non ho ucciso nessuno però potevo essere morto o potevo uccidermi. Era pericoloso.

Che cos’è l’eroismo per lei oggi?

Per me, l’eroismo è non essere d’accordo con questa società di capoccia imbecilli, che non meritano nessun rispetto, perché bisogna essere degli imbecilli per avere i mezzi che hanno e non sapere utilizzarli. Avete visto come l’Europa trema dopo i fatti della Grecia perché non c’altro rimedio in questa società, in certi momenti, che perdere il rispetto ed anche utilizzare la violenza. Disgraziatamente non c’è altro rimedio che utilizzarla. Il timore alla Grecia è dovuto a questi gruppi di anarchici; no serve essere milioni. Tremano perché la società è molto fragile.

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