BILDU, I PRIMI PASSI DI GOVERNO

Lo avevano detto nella breve ma intensa campagna elettorale: dove governeremo  metteremo in atto una riduzione dei costi della politica. E Bildu ha mantenuto la promessa. Accusati di “demagogia” da una parte e di non aver poi fatto nulla di originale poiché, vista la crisi, sono molte le amministrazioni  pubbliche ad essere costrette a “tirare la cinghia”, dall’altra per l’establishment spagnolo ma anche basco la questione brucia.  La verità è che Bildu rappresenta anche la storia della sinistra indipendentista basca che sulla questione della moralizzazione della politica, o meglio della politica come scelta di servizio alla popolazione che si rappresenta ne ha fatto storicamente una bandiera. Nei più di trent’anni di esperienze di governo municipale, le amministrazioni guidate dalla sinistra indipendentista, Herri Batasuna, Euskal Herritarrok e Batasuna, sono rimaste immuni da scandali, corruzione e hanno mostrato trasparenza e tentativi di fomentare la partecipazione cittadina, in definitiva di mettere in atto una reale democrazia partecipativa. Fino a dove la legge spagnola lo permetteva. Quindi nulla di nuovo se non il fatto che vista la forza elettorale acquisita nelle ultime elezioni del 22 maggio, la politica di Bildu costringe anche le altre formazioni a rivelare la propria idea su questo tema. C’è chi come il PP di San Sebastian si mostra contrario ad una riduzione di retribuzioni di sindaci consiglieri o amministratori di imprese pubbliche perché “allontana le persone con capacità professionali”.  Ciò che si è dimostrato in questi decenni di sindrome professionista è che la classe politica in generale ha perso sempre più, dove l’aveva, il nesso con la sua funzione primordiale di essere rappresentanza, soprattutto, e voce, dei suoi aderenti, votanti, e cittadini in generale per divenire gruppo autoreferenziale, depositario del potere con sempre meno vincoli con la fonte di questo potere la volontà delle cittadine e cittadine. Una metamorfosi  inserita nella definitiva deriva della democrazia rappresentativa verso la funzione di strumento di consenso al dominino del mercato, e quindi di determinati gruppi oligopolisti , che via, via condizionano  fino a dettare in modo univoco le norme politiche.  Dai comitati d’affari locali fino alle multinazionali finanziarie che determinano le scelte degli stati, il filo nero che li unisce è lo svuotamento de senso stesso di rappresentanza politica.

In questo contesto il panorama basco ci permette come in poche altre situazioni di constatare la possibilità di iniziare un nuovo percorso della politica. Soprattutto come in questo caso dove una forza politica che ha un programma di trasformazione sociale, economico e culturale si trova governare non solo municipi ma anche una Diputacion (provincia), quella di San Sebastian Donostia, che ha competenza fiscale.

La possibilità di attuare il proprio programma dipende dai rapporti di forza interni ai diversi municipi. Così ad esempio, a Hernani Zarauz, Ondarroa, Lekitio dove Bildu ostenta maggioranza assoluta la riduzione dei costi delle diverse amministrazioni sono stati approvati nelle prime sedute.  A Zarauz, la giunta Bildu Aralar ha approvato una drastica riduzione di compensi a sindaco e consiglieri comunali che ha portato a una riduzione del 48% su questo capitolo di spesa rispetto alla precedente amministrazione. Significativamente a Andoain dove Bildu non ha la maggioranza assoluta, la proposta di una drastica riduzione di compensi e incarichi è stata bocciata dall’opposizione unita PNV, PSOE e PP. La sindaca di Bildu, Ane Carrere ha quindi annunciato che la riduzione verrà fatta a titolo personale da parte della sindaca e dei consiglieri di Bildu. Per il PSOE-PSE la proposta di Bildu “comporterebbe che il sindaco riceva meno del segretario comunale” e questo non è accettabile. Ane Carrere ha spiegato che “anche se questa riduzione non risolverà la crisi, crediamo che dobbiamo essere un esempio di austerità, compiere il primo passo e agire con responsabilità” Per questo la sindaca ridurrà il suo salario da 60.000 euro lordi annuali a 47.389.

A Eibar invece dove governa il PSOE PSE, Bildu ha denunciato l’aumento delle retribuzioni di sindaco e consiglieri come “tra i più alti di Euskadi”.

Bildu considera questa decisione della giunta comunale come una “perversione” del lavoro municipale adducendo che se si fossero seguite l’esperienze di altri municipi come Arrasate (governato da Bildu) e con un simile numero di abitanti (25.000) si potevano risparmiare 600.000 euro annui. Bildu ha ricordato che questa decisione del PSE è stata avvallata dal PP e PNV.

 

Anche nella Diputacion de Guipuzcoa e nel municipio capoluogo Donostia San Sebastian, governati entrambi in minoranza da Bildu la battaglia ha dovuto trovare una mediazione al ribasso rispetto alle esigenze di Bildu. A Donostia la giunta ha dovuta accettare per i voti dell’opposizione unita, una riduzione di solo il 3% delle retribuzioni di sindaco e consiglieri comunali cosi come del numero di funzionari a tempo pieno dei rispettivi partiti. Nella Diputacion de Guipuzcoa, 700.000 abitanti, nonostante i limiti imposti dai rapporti di forza elettorale, in questa provincia comunque Bildu ha il 35% dei voti, l’opera di austerità ha dato i suoi frutti.  E’stata apportata una riduzione significativa del numero di dirigenti, 23% in meno rispetto alla passata amministrazione, mentre la riduzione delle retribuzioni del Diputado General, paragonabile al governatore, sarà del 15% mentre quella dei “diputados forales”, consiglieri provinciali, sarà del 10%. Un taglio che farà risparmiare 1 milione di euro.

 

Bildu quindi ha fatto intendere che la necessaria mediazione nel rispetto della rappresentanza democratica non modifica la scelta della coalizione di svolgere il suo compito che è quello di rappresentare le classi sociali popolari e quindi adi attuare politiche sociali, di partecipazione e di redistribuzione della ricchezza colpendo attraverso una nuova politica fiscale, progressiva, quelle più alte. Cosi nei municipi guidati da Bildu si è dato già avvio a misure tendenti a favorire la partecipazione nelle diverse commissioni non solo di tutte le forze politiche rappresentate nel municipio ma anche di quelle realtà associative che lavorano ne diversi ambiti del municipio.

Gli attacchi della altre forze politiche contro Bildu non mancano anche se il contesto attuale limita di molto l’aggressività visto che il modello di riferimento economico e sociale di queste forze, PNV, PSOE PP, quello attuale, è in profonda crisi di credibilità

 

Esemplare è l’iniziativa dei presidente della CAV,il socialista Patxi Lopez. Come ha fatto il suo partito in Spagna dopo aver adottato e attuato politiche che colpiscono le fasce sociali più deboli, riforma delle pensioni, del mercato del lavoro, sostegno alle banche private con denaro pubblico per fare fronte alla crisi finanziaria che il sistema finanziario privato ha creato, adesso che la barca affonda si vestono di un linguaggio “più attento” alle esigenze di lavoratori disoccupati, etc. Rubalcaba, l’ex ministro degli Interni e neocandidato socialista alla guida del Governo per le elezioni legislative del 2012, lo ha detto fin dalle sue prime uscite, seguito a ruota, in questi giorni da Patxi Lopez, che ha incontrato i Diputados Generales  delle Province di Bizkaia, Guipuzcoa e Alava, governate rispettivamente da PNV, Bildu e PP. Le sue proposte di aumento della tassazione sui redditi più alti hanno provocato le reazioni adirate di PNV e PP mentre Bildu ha aperto le porte a un confronto vista la volontà al meno sulla carta di adottare misure su tassa patrimoniale e IRPF. Bildu  lo ha ricordato più volte in sintonia con la maggioranza sindacale basca, che la politica fiscale nelle province basche favorisce le ricchezze maggiori e che è necessaria una inversione di rotta oltreché una lotta  senza quartier contro l’evasione fiscale. In che direzione andrà questo che si annuncia come un dialogo dove finalmente una opzione di cambiamento reale “deve” essere presa in considerazione, si potrà sapere alla fine di questo periodo estivo. Insomma dai primi passi compiuti, Bildu si sta facendo  interprete, in modo coerente, di quell’ampio settore sociale che chiede un cambio profondo nei rapporti e nel modello sociale basco. Che è in definitiva è una delle questioni fondamentali della cosiddetta questione basca.


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