LA CORTE SUPREMA DICE NO ALLA LEGALIZZAZIONE DI SORTU

La Corte Suprema spagnola ha negato status legale al nuovo partito della Izquierda Abertzale, Sortu.
La Corte ha comunicato che pubblicherà nei prossimi giorni le motivazioni della sentenza. Il governo spagnolo aveva chiesto alla Corte Suprema di non legalizzare Sortu sostenendo che rappresenta il successore di Batasuna e in questo senso conserva i legami con ETA.
Il verdetto della Corte non è stato unanime e ci sono volute dieci ore per arrivare alla sentenza. SORTU non è stato legalizzato per due voti (9 voti contrari e 7 favorevoli alla legalizzazione). Questo significa che il partito non potrà presentarsi alle elezioni di maggio. Ma significa soprattutto che il governo spagnolo – via il tribunale – ha scelto di imboccare la via del suicidio politico dello stato spagnolo nel Paese Basco, come ha scritto il direttore di GARA, Inaki Egondo.
E fuor di retorica, questa decisione, rappresenta se non l’omicidio, una ferita molto grave al processo democratico avviato dalla Izquierda Abertzale e dimostra la reale volontà del governo spagnolo che non accetta l’idea di una pace costruita da pari e tra pari.

Qui articoli dal quotidiano GARA


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MODELLO TURCO

Talkingpeace.Trentacinque corpi avvolti in coperte di lana, disposti uno accanto all’altro su un sentiero di montagna bianco di neve. Sono le ultime vittime della guerra della Turchia contro i kurdi. Una guerra dimenticata dall’occidente, troppo interessato a dipingere la Turchia come “modello”.

Mercoledì notte F-16 dell’aviazione turca e droni senza pilota (l’ultimo acquisto delle forze armate di Ankara) hanno bombardato i pressi di un villaggio chiamato Roboski (Ortasu in turco) al confine con l’Iraq. Raccontano i testimoni di aver sentito un odore acre di bruciato, di carne bruciata. Gli abitanti di Roboski sono accorsi subito sul luogo, nonostante la neve. Sicuri di quello che avrebbero trovato. Di fronte a loro i corpi mutilati di decine di giovani e uomini, animali sventrati. Racconta al telefono un giornalista kurdo dell’agenzia DIHA di aver sentito un urlo squarciare il silenzio tetro di quella visione: una mamma disperata in cerca dei suoi due figli. Morti entrambi in quel bombardamento. Quel giornalista è uno dei pochi scampati al carcere nell’ultima offensiva delle autorità turche che hanno, in 24 ore, arrestato 49 giornalisti kurdi e di sinistra. Scomodi testimoni della guerra sporca condotta contro i kurdi sia con le armi che con il carcere e la repressione. Scomodi testimoni anche di quest’ultimo massacro.

Le foto dei corpi avvolti nelle coperte delle vittime di Roboski stanno facendo – lentamente – il giro del mondo. E intanto si cominciano a conoscere le biografie di questi uomini che le forze armate turche hanno “scambiato per terroristi”.

Dengbêj: the tradition of storytelling in Kurdistan

Dengbêj are traditional Kurdish storytellers reciting long epic songs, generally without musical accompaniment. Their epics contain a variety of Kurdish

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