OCALAN: AUTONOMIA DEMOCRATICA, RICONOSCIMENTO POLITICO

Nel suo incontro settimanale con gli avvocati, il leader del PKK, Abdullah Öcalan, ha affermato che la dichiarazione sulla “Autonomia democratica” è un tema che può essere messo al centro dell´agenda politica. Ocalan ha sottolineato che nel caso di un suo ritiro dal processo di pace, la guida dello stesso potrebbe essere assunta dal KCK (Confederazione del popolo del Kurdistan) che potrebbe dichiarare l´Autonomia democratica: “Ci sono esempi simili in Abkazia, Kosovo, e Cecenia. Non c´è nemmeno la necessità di guardare oltre Cipro che la Turchia ed i turchi conoscono molto bene.

Sto lottando per una soluzione da oltre 18 anni. Un problema così profondo e con tali radici storiche non può essere affrontato con qualche compromesso. La riconciliazione può essere raggiunta con i principi non coi compromessi, solo così è possibile raggiungere una soluzione permanente e certa.

Dico al governo dell´AKP e al Primo Ministro che non abbassando la soglia dello sbarramento elettorale, guadagnando qualche seggio in più cosa hanno sperato di ottenere! Se non risolvete questo problema durerete soltanto altri tre mesi. Il terreno sotto i vostri piedi sta franando. Come potete vedere sta arrivando il nuovo leader del CHP, Kiliçdaroglu. Io dico al Primo ministro che se non risolve questo problema ci penserà Kiliçdaroglu. Per 8 anni vi ho offerto molte possibilità di risolvere la questione ma non le avete colte. Migliaia, decine di migliaia di guerriglieri sono fermi nelle loro posizioni, affamati ed all´aperto. Per rispetto verso le mie indicazioni. Il loro cessate il fuoco e il loro atteggiamento di difesa è stato il frutto dell´elaborazione delle mie posizioni. Di questo sono cosciente. Ho usato tutto il mio potere per la pace, per il dialogo e per una risoluzione. Ho lottato perché non morisse nemmeno un soldato. Ho scritto lettere in molte occasioni. Presentato suggerimenti e proposte. Nessuna è stata presa in considerazione. Questa è la vostra ultima occasione. Siamo in un nuovo periodo e c´è un nuovo processo.

La questione più importante sono le clausole sui diritti umani e quelle sulla sicurezza. Un negoziato sulle clausole sulla sicurezza è fondamentale. Senza di esse il processo non si potrebbe sviluppare. Data la loro valenza queste clausole non possono essere discusse solo dal Partito della pace e della democrazia (BDP) ma debbono essere assunte dal KCK. Il KCK è una organizzazione democratica e legittima. Senza il contributo del KCK ed il mio queste clausole non possono essere sviluppate. Ci sono migliaia, decine di migliaia di guerriglieri.

Cosa accadrà a loro? Che fine faranno? Che tipo di processo di transizione li aspetta? Ci sono 5000 detenuti in prigione. Ci sono decine di migliaia di rifugiati politici in Europa. Non è chiara la modalità con la quale la guerriglia dovrebbe abbandonare le armi quando verrà il tempo, né come queste decine di migliaia di persone potranno tornare ad una vita civile. Tutto queste questioni debbono essere risolte nei minimi dettagli.

Il KCK deve diventare parte del processo ma loro ovviamente debbono essere pronti a presentare delle proposte per discutere le questioni. Senza tutto ciò non ci potrà essere una soluzione duratura e sicura. Noi siamo pronti. Se si desidera una soluzione si può negoziare col Qandhil (Il monte dove ha sede la guerriglia kurda ed il Consiglio del KCK). Questo ovviamente sarà complicato sotto molti punti di vista. Ci sono questioni serie. Il Ministro degli Interni (Besir Atalay) potrebbe sviluppare dei canali per aprire un dialogo.

Lo Stato turco sta inoltre formando un Sottosegretariato per la Sicurezza pubblica. Attraverso questa struttura possono mobilitarsi e possono usarla per aprire i negoziati da parte dello Stato.  Non sto offrendo il mio ritiro in maniera tattica. Voglio vedere serietà e decisione. Voglio vedere forza di volontà. Cosa accadrà se mi ritiro da questo processo? Possono accadere tre cose: la prima è che lo stato potrebbe attaccare il PKK, colpirlo duramente e forse anche sconfiggerlo ma ne dovrebbe poi pagare le conseguenze. La seconda possibilità è che il KCK potrebbe giocare il suo ruolo.

Murat Karayilan e Duran Kalkan hanno più volte fatto intendere di essere pronti ad assumersi questo nuovo ruolo. Potrebbero dichiarare l´Autonomia democratica per il benessere politico, sociale, culturale ed economico del popolo. Ci sono esempi simili in molte parti del mondo come Abkazia, Kosovo, e Cecenia. Non c´è nemmeno la necessità di guardare oltre Cipro che la Turchia ed i turchi conoscono molto bene. Questa assunzione di responsabilità da parte del KCK è tutta in mano loro ma loro soltanto sanno se e quando sarà il momento giusto. L´ultimo scenario che potrebbe verificarsi è un protrarsi in tempi indefiniti della guerra. Il PKK, da questo punto di vista, può sostenere un conflitto di media intensità se non verranno proposte altre soluzioni condivise. “

Sulla situazione in Iran Ocalan ha aggiunto: “Condivido il dolore delle famiglie che hanno sofferto l´assassinio dei loro cari. Rendo onore al nostro popolo che resiste. Un dialogo ed un negoziato possono iniziare con l´Iran ma non è facile un rapporto con l´amministrazione iraniana, il negoziato sarebbe molto complicate”.


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