NUOVA PAGINA PER KURDI E TURCHIA

by Talking Peace | 22nd April 2010 7:02 am

Il Newroz, il capodanno kurdo celebrato il 21 marzo scorso, ha segnato un nuovo periodo. Di questo i leader kurdi sono convinti. Lo dicono i politici del BDP (partito della Pace e della democrazia), lo ribadisce il presidente del PKK dal carcere, Abdullah Ocalan. Siamo a una nuova fase della politica e della lotta kurda. La prima fase è stata quella della nascita della questione kurda e va dal 1973-1983. Quindi c’è stata la seconda fase, quella iniziata con l’avvio della lotta armata nel 1984. E’ una fase che si è protratta fino al 1993, quando molte speranze erano state riposte nell’atteggiamento di apertura e disponibilità dell’ex presidente Turgut Ozal. Ma Ozal è morto in circostanze che alcuni ritengono sospette e i kurdi sono ritornati a essere il nemico numero 1.
Dal 1994 a oggi si è articolata la terza fase, tra cessate il fuoco unilaterale, il tentativo importante di Ocalan di portare la questione kurda nel cuore e all’ordine del giorno dell’Europa. Tentativi caratterizzati dalla chiusura e dalla miopia dell’Europa. Con la cattura di Ocalan si è vissuto un periodo di sbandamento. Ma i kurdi sono riusciti a rimettere in piedi un’iniziativa seria e articolata. Quella che ha cominciato a farsi strada nei primi anni 2000. E oggi inizia la quarta fase. Ocalan ha fatto la sua proposta di pace. Naturalmente le autorità non hanno rilasciato questa road map e faranno di tutto per impedire che venga anche solo conosciuta. Maggio, ha detto il presidente del Pkk, sarà un mese importante, un mese in cui potranno accadere cose molto importanti. L’esercito turco si prepara all’offensiva di primavera. Washington tentenna, da una parte convinta di non poter sottrarsi alle richieste turche (anti-Pkk) perché Ankara rimane un alleato troppo importante, e dall’altra restia a dare più che un’assistenza logistica e di intelligence agli amici turchi. L’Europa continua drammaticamente a tacere. Il governo islamico dell’AKP da parte sua va avanti, spingendo in parlamento emendamenti alla costituzione che giovano e interessano soltanto a se stesso.

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