NUOVA PAGINA PER KURDI E TURCHIA

Il Newroz, il capodanno kurdo celebrato il 21 marzo scorso, ha segnato un nuovo periodo. Di questo i leader kurdi sono convinti. Lo dicono i politici del BDP (partito della Pace e della democrazia), lo ribadisce il presidente del PKK dal carcere, Abdullah Ocalan. Siamo a una nuova fase della politica e della lotta kurda. La prima fase è stata quella della nascita della questione kurda e va dal 1973-1983. Quindi c’è stata la seconda fase, quella iniziata con l’avvio della lotta armata nel 1984. E’ una fase che si è protratta fino al 1993, quando molte speranze erano state riposte nell’atteggiamento di apertura e disponibilità dell’ex presidente Turgut Ozal. Ma Ozal è morto in circostanze che alcuni ritengono sospette e i kurdi sono ritornati a essere il nemico numero 1.
Dal 1994 a oggi si è articolata la terza fase, tra cessate il fuoco unilaterale, il tentativo importante di Ocalan di portare la questione kurda nel cuore e all’ordine del giorno dell’Europa. Tentativi caratterizzati dalla chiusura e dalla miopia dell’Europa. Con la cattura di Ocalan si è vissuto un periodo di sbandamento. Ma i kurdi sono riusciti a rimettere in piedi un’iniziativa seria e articolata. Quella che ha cominciato a farsi strada nei primi anni 2000. E oggi inizia la quarta fase. Ocalan ha fatto la sua proposta di pace. Naturalmente le autorità non hanno rilasciato questa road map e faranno di tutto per impedire che venga anche solo conosciuta. Maggio, ha detto il presidente del Pkk, sarà un mese importante, un mese in cui potranno accadere cose molto importanti. L’esercito turco si prepara all’offensiva di primavera. Washington tentenna, da una parte convinta di non poter sottrarsi alle richieste turche (anti-Pkk) perché Ankara rimane un alleato troppo importante, e dall’altra restia a dare più che un’assistenza logistica e di intelligence agli amici turchi. L’Europa continua drammaticamente a tacere. Il governo islamico dell’AKP da parte sua va avanti, spingendo in parlamento emendamenti alla costituzione che giovano e interessano soltanto a se stesso.


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COLOMBIA AL VOTO TRA CONTINUITA’ E INCOGNITE – GUIDO PICCOLI

Domenica si vota. La novità non è questa. In Colombia si è sempre rispettata la forma, anche quella della democrazia:

IL FILM DI JOSU MARTINEZ IN ITALIA – DATE

La storia di un popolo è formata da mille situazioni e storie personali che facilmente vengono dimenticate. Josu Martinez, regista di ‘Itsasoaren alaba’ (‘La figlia del mare’) pensa che raccogliere storie sia fondamentale, come restituirle agli spettatori.

La figlia del mare racconta la storia della ricostruzione di una memoria, personale ma nel contempo collettiva. La figlia del mare è Haize Goikoetxea che mette a disposizione questo suo viaggio nella memoria. Haize è figlia di Mikel Goikoetxea, ‘Txapela’, e aveva solo due anni quando il Gal ha ammazzato suo padre, militante di Eta. “Haize, – dice Josu Martinez, nato a Bilbao nel 1986 – mi ha chiesto un giorno di aiutarla a incontrare le persone che avevano conosciuto suo padre. In quel momento – continua Josu – non c’era affatto l’idea di un film. Si trattava della richiesta di aiuto di un’amica. Anzi, quando ho cominciato a pensare a filmare quegli incontri, mi sono sentito molto imbarazzato a chiederle di portare la telecamera”. Vinto l’imbarazzo il giovane regista fa la richiesta, che viene accolta con piacere da Haize.
Il risultato di questa collaborazione è un film che è un piccolo gioiello. Che si potrà vedere in Italia fra qualche giorno.

Qui sotto il calendario delle proiezioni e in allegato il manifesto delle giornate di Bergamo.
Clicca QUI per vedere il trailer del film

 

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