GUARDIA CIVIL ARRESTA 10 MILITANTI INDIPENDENTISTI

Sono passate poche ore dalla sentenza che annulla la chiusura manu militari, sette anni fa, del quotidiano in lingua basca Egunkaria, e lo stesso tribunale, l’Audiencia Nacional ha ordinato, oggi l’arresto, di 10 militanti della sinistra indipendentista. Il giudice Grande Marlaska ha spiccato i mandati di cattura  con l’accusa di “partecipazione” o collaborazione con organizzazione terrorista”. Secondo l’agenzia EFE, il giudice accusa i militanti baschi di aver svolto da corrieri per l’organizzazione armata ETA e “gestire la fuga di membri della banda, tra altri delitti”. Secondo l’agenzia Europa Press, che cita fonti polizia, l’operazione ha origine da presunte informazioni di polizia raccolte dopo gli arresti di quattro militanti indipendentisti nella città di Bordeaux nel maggio del 2008. Basandosi sugli stessi documenti venne arresto, il 28 ottobre dello scorso anno, a Hendaya (Paese basco in Francia) e consegnato allo Stato spagnolo ed incarcerato, l’avvocato Joseba Agudo. Secondo le agenzie di stampa gli arresti di queste ultime ore sono in relazione con l’arresto dell’avvocato.  Tra gli arrestati ci sono tre avvocati Jon Enparanza e Iker Sarriegi, arrestati ad Hernani, e l’avvocata Arantza Zulueta a Bilbao. Nello stesso capoluogo basco, sono stati arrestati Naia Zuriarrain e Erramun Landa Mandibe. A Gernika è stato arrestato José Luis Gallasetgi Lagar sindacalista di LAB. A Sopela (Bilbao) è stata arrestata Saioa Agirre Arauko nella scuola elementare in cui stava insegnando. Secondo il quotidiano Gara Saioa Agirre denunciò, nel dicembre scorso, di essere stata fermata dalla Guardai Civil e portata su un monte. Fu sottoposta ad interrogatorio e le venne detto che “un giorno di questi avrai uno spavento”. A  Donostia è stato arrestato Juan Mari Jauregui Zalakain, iscritto al sindacato LAB. Sempre a Donostia è stato arrestato anche Asier Etxabe Azkue mentre a Urbil la Guardia Civil ha arrestato Joxe Domingo Aizupura. Aizpurua venne scarcerato in Francia l’11 dicembre scorso dopo aver scontato 6 anni carcere.


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The keyword after the jihadist massacre that hit Brussels, causing 31 dead and 230 wounded, is: “sealing”

MODELLO TURCO

Talkingpeace.Trentacinque corpi avvolti in coperte di lana, disposti uno accanto all’altro su un sentiero di montagna bianco di neve. Sono le ultime vittime della guerra della Turchia contro i kurdi. Una guerra dimenticata dall’occidente, troppo interessato a dipingere la Turchia come “modello”.

Mercoledì notte F-16 dell’aviazione turca e droni senza pilota (l’ultimo acquisto delle forze armate di Ankara) hanno bombardato i pressi di un villaggio chiamato Roboski (Ortasu in turco) al confine con l’Iraq. Raccontano i testimoni di aver sentito un odore acre di bruciato, di carne bruciata. Gli abitanti di Roboski sono accorsi subito sul luogo, nonostante la neve. Sicuri di quello che avrebbero trovato. Di fronte a loro i corpi mutilati di decine di giovani e uomini, animali sventrati. Racconta al telefono un giornalista kurdo dell’agenzia DIHA di aver sentito un urlo squarciare il silenzio tetro di quella visione: una mamma disperata in cerca dei suoi due figli. Morti entrambi in quel bombardamento. Quel giornalista è uno dei pochi scampati al carcere nell’ultima offensiva delle autorità turche che hanno, in 24 ore, arrestato 49 giornalisti kurdi e di sinistra. Scomodi testimoni della guerra sporca condotta contro i kurdi sia con le armi che con il carcere e la repressione. Scomodi testimoni anche di quest’ultimo massacro.

Le foto dei corpi avvolti nelle coperte delle vittime di Roboski stanno facendo – lentamente – il giro del mondo. E intanto si cominciano a conoscere le biografie di questi uomini che le forze armate turche hanno “scambiato per terroristi”.

NUOVI ARRESTI PRESUNTI MILITANTI ETA

Oggi sono state arrestate due persone accusate di essere militanti di ETA, dalla polizia autonoma catalana, Mosos de Esquadra, nella

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