LIBERI I KURDI ARRESTATI IN ITALIA

Il tribunale del riesame di Venezia ha ordinato la scarcerazione degli ultimi sei kurdi arrestati quasi tre settimane e accusati di aver organizzato dei campi di addestramento per giovani reclute da mandare in Kurdistan a combattere con il Pkk, il partito dei lavoratori del Kurdistan. Il tribunale del riesame aveva già scarcerato la settimana scorsa quattro cittadini kurdi e oggi, con la scarcerazione degli altri arrestati, ha confermato sostanzialmente che non c’era motivo sufficiente a giustificare il carcere. Le indagini della Digos di Venezia avevano portato alla presunta identificazione di campi di addestramento ideologico. Il procuratore della repubblica di Venezia, Borraccetti, già il giorno degli arresti, aveva sottolineato come non fossero state trovate armi e come in Italia i giovani kurdi coinvolti non venissero addestrati militarmente ma solo, appunto, ‘ideologicamente’. La decisione di oggi nei fatti ridimensiona e non di poco l’inchiesta: l’accusa era associazione con finalità di terrorismo.


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During the last weeks much has been said about Iran, because of the rageful demonstrations and riots that followed the contested results of the presidential elections, seriously challenging the establishment and government of the Islamic Republic of Iran. But few or nothing has been said, in western media, on the effects of this electoral process on the Iranian Kurdish population, amounting to an esteemed number of 5 millions people (on a total Iranian population of about 70 millions), and mostly concentrated in the north-eastern regions of the country, the ones bordering Turkey and Iraq. Moreover, it should be kept in mind that the Iranian Kurdish region still holds a special symbolic value for the whole of Kurdish population: it was here, in the city of Mahabad, that the first Kurdish republic was established between 1945 and 1946, with the support of Soviet Union.

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