Euskal Herria: denuncie di torture.

Nonostante le continue smentite verbali del ministero degli interni e governo spagnoli e il silenzio dei mass media, la tortura nei confronti di presunti militanti di ETA o della sinistra indipendentista basca continua. Oggi in una conferenza stampa, avvocati e familiari delle 9 persone arrestate in questi ultimi giorni dalla Ertzatntza, la polizia autonoma basca, a Ondarroa ed in altre località basche, accusate di fare parte di un “commando legale” di ETA., hanno accusato l’Audiencia Nacional di essere un “tribunale di guerra” poiché applicando l’isolamento agli arrestati “permette la tortura per conseguire da loro auto accuse ”. Allo stesso modo si afferma che il nuovo dipartimento “antiterrorista” della Ertzantza, la polizia autonoma basca, “tortura agli ordini di Ares”, il ministro degli Interni basco.  L’avvocato Alfonso Zenon, ha ricordato che L’Audiencia Nacional aveva espulso gli avvocati di fiducia asserendo che già contavano con avvocati d’ufficio e che la causa era coperta da segreto istruttorio, quando i giornali spagnoli pubblicavano notizie sulle presunte prove ed accuse nei confronti degli arrestati. Intanto il pubblico ministero nel processo in corso presso l’Audiencia Provincial di Guipukoa, ha formalmente accusato 10 guardia civiles di “torture e maltrattamenti” nei confronti di due presunti militanti di ETA  Igor Portu e Mattin Sarasola durante il loro arresto avvenuto il 6 gennaio del 2008. Allora le denuncie di torture vennero alla luce per il ricovero in ospedale  di uno dei due arrestati a causa  delle lesioni subite durante gli interrogatori. Il Ministro degli Interni Rubalcaba, dichiarò allora, nonostante le evidenze del caso, di prendere per buone le motivazioni della Guardia Civil, che attribuì le lesioni ai due arrestati alla resistenza che avrebbero opposto al loro arresto.


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